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Cos'è il SISTRI?

SISTRI

La Green Service s.r.l. è in grado di supportare le aziende in tutti gli adempimenti relativi al SISTRI – Sistema di Controllo della Tracciabilità dei rifiuti: iscrizione, consulenza e attività di formazione operativa per l’utilizzo del SISTRI. Il SISTRI (Sistema di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti) è stato istituito con d.m. 17 dicembre 2009 e ss.mm.ii., poi sostituito dal D.M. 18 febbraio 2011 n. 52, più volte modificato con successivi decreti.Si tratta di un progetto ideato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare che ad origine si prefiggeva l’intento di consentire la completa tracciabilità dei rifiuti speciali prodotti su tutto il territorio nazionale, nonchè dei rifiuti urbani per la Regione Campania.

 

Il SISTRI è costituito da un database operativo che ha l’obiettivo di sostituire le scritture obbligatorie legate alla produzione ed al trasporto dei rifiuti e la dichiarazione annuale effettuata al Catasto dei Rifiuti (gli attuali registro di carico/scarico dei rifiuti speciali, il formulario di trasporto e il MUD). I decreti istitutivi e attuativi prevedono, per tutti i soggetti che vi rientrano, l’obbligo di trasmettere le informazioni dovute direttamente al SISTRI, che funge da ente di controllo (essendo una partizione dell’Arma dei Carabinieri).L’accesso al sistema avviene tramite chiavette USB (token) personalizzate per ciascun utente e che vengono distribuite sia ai produttori di rifiuti che alle aziende di trasporto, ai loro conducenti ed agli impianti di destinazione dei rifiuti.La tracciatura del percorso svolto dal rifiuto durante il suo trasporto dal luogo di produzione al sito di destinazione dovrebbe essere assicurata tramite il dispositivo “black-box”, installato su ciascun veicolo adibito al trasporto di rifiuti e che trasmette i dati via satellite direttamente al SISTRI.

 

Con queste modalità il Ministero perseguiva l’intento di assicurare un controllo capillare ed in tempo reale di tutti i dati relativi alla produzione e gestione dei rifiuti speciali sul territorio nazionale.Attualmente, però, l’ambito di applicazione del SISTRI è stato ridotto, rispetto a quanto inizialmente previsto, solo ai rifiuti speciali pericolosi e ad alcuni operatori (vedi sotto).

 

Imprese ed enti soggetti all'obbligo di iscrizione al SISTRI

“gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi” (vedi sotto);

 

“gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale, compresi i vettori esteri che operano sul territorio nazionale”;

 

in caso di trasporto intermodale, i “soggetti ai quali sono affidati i rifiuti speciali pericolosi in attesa della presa in carico degli stessi da parte dell’impresa navale o ferroviaria o dell’impresa che effettua il successivo trasporto”;

 

“gli enti o le imprese che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti urbani e speciali pericolosi”;

 

“i nuovi produttori, che trattano o producono rifiuti pericolosi”;

 

“i Comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani del territorio della Regione Campania”.

 

Gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi obbligati ad aderire al SISTRI, ai sensi dell’art. 188-ter, comma 1 e 3, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come modificato dall’art. 11, comma 1, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, sono:

 

a) gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi da attività agricole ed agroindustriali con più di 10 dipendenti, esclusi, indipendentemente dal numero dei dipendenti, gli enti e le imprese di cui all’art. 2135 del codice civile che conferiscono i propri rifiuti nell’ambito di circuiti organizzati di raccolta, ai sensi dell’art. 183, comma 1, lettera pp) del d.lgs. 152 del 2006;

 

b) gli enti e le imprese con più di dieci dipendenti, produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi di cui all’art. 184, comma 3, lettere b), c), d), e), f) ed h), del d.lgs. n. 152 del 2006 e successive modificazioni ed integrazioni;

 

c) gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi che effettuano attività di stoccaggio di cui all’art. 183, comma 1, lettera aa), del d.lgs. n. 152 del 2006;

 

d) gli enti e le imprese che effettuano la raccolta, il trasporto, il recupero, lo smaltimento dei rifiuti urbani nella regione Campania;

 

e) gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi da attività di pesca professionale e acquacoltura, di cui al d.lgs. 9 gennaio 2012, n. 4, con più di dieci dipendenti, ad esclusione, indipendentemente dal numero dei dipendenti, degli enti e delle imprese iscritti alla sezione speciale «imprese agricole» del Registro delle imprese che conferiscono i propri rifiuti nell’ambito di circuiti organizzati di raccolta, ai sensi dell’art. 183, comma 1, lettera pp) del d.lgs. 152 del 2006.

 

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